WEB 02. Cosa vuole dire “mettere on line” un sito

Potrà sembrare banale ma ogni volta che incontro un nuovo cliente che deve fare un sito, mi ritrovo a spiegare le basi delle basi del web e cioè: come si fa a mettere un sito in Internet. Facciamo quindi un breve ripasso degli step che si affrontano nella creazione e messa on line.

1. Acquistare il Dominio

Il Dominio non è altro che un “indirizzo” che corrisponde al luogo dove noi costruiremo la nostra “casa”, il sito web. Proprio come un indirizzo geografico corrisponde univocamente ad un luogo specifico: Via Mazzini n. 3 = www.maxschiavetta.it.

L’acquisto del Dominio viene solitamente eseguito da società specializzate (sia online che offline) dietro la fornitura di dati personali del richiedente e a suo nome.
A fronte della registrazione del Dominio l’acquirente dovrà pagare una tassa annuale fissa che può variare dai 10 ai 15 € l’anno.
L’acquisto del Dominio è indipendente dalla creazione e messa on line di un sito: per continuare nell’esempio precedente possiamo “chiedere la residenza” in via Mazzini n. 3 ma non abitarci e nemmeno costruirci una casa. Chi andrà a quell’indirizzo troverà semplicemente uno spazio vuoto.
L’acquisto del Dominio deve essere necessariamente fatto a nome del cliente finale, non da intermediari quali l’agenzia web o il tecnico, solo in questo modo il cliente sarà proprietario del suo dominio. Mi è capitato spesso di clienti che avevano fatto acquistare in fiducia il dominio all’agenzia che aveva costruito il sito e, una volta lasciatala per altri fornitori, di sentirsi chiedere cifre astronomiche per entrare in possesso del dominio che di fatto era  loro, ma intestato all’agenzia web.

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2. Acquistare lo spazio web: l’hosting

Una volta in possesso dell’indirizzo dobbiamo avere il terreno su cui costruire la nostra casa. Nella fattispecie il “terreno” è uno spazio all’interno di un computer “speciale” che si chiama “nodo di rete”. L’affitto di questo spazio viene fatto da società specializzate che hanno computer abilitati alla rete e protetti da sistemi di sicurezza e backup (salvataggio) dei dati dei clienti. L’affitto è annuale e il costo può variare moltissimo ( i siti on line come Register.it o Aruba.it hanno prezzi molto bassi mentre i Provider privati hanno quasi sempre costi più alti fornendo servizi aggiuntivi e soprattutto un servizio di assistenza telefonica diretta ). Anche in questo caso è bene che l’affitto sia intestato direttamente alla società proprietaria del dominio.
L’acquisto del dominio e l’affitto dello spazio web vengono quasi sempre fatti dalla stessa società e accorpati in un unico canone annuale.

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3. Costruire il sito

In possesso dell’indirizzo e del terreno potremo finalmente costruire la nostra casa: il sito che verrà visto da chiunque si recherà in “via mazzini n. 3”.
La realizzazione del sito può essere fatta direttamente dal cliente che abbia voglia di cimentarsi coi molti servizi online più o meno gratuiti per costruire siti in proprio. Naturalmente, quale web designer, non posso che consigliarne la realizzazione da parte di una società specializzata che conosce bene le dinamiche tecniche e di comunicazione che potranno fare di un sito uno strumento professionale di vendita.

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4. Considerazioni finali

Ci sono alcuni nodi molto importanti nella fase di acquisto del dominio e dello spazio web:

La scelta del nome del dominio

È una fase molto delicata e troppo spesso sottovalutata: il nome del dominio deve corrispondere al nome dell’azienda ( Ristorante “Il Melograno” di Luigi Rossi = www.ristoranteilmelograno.it oppure www.ilmelograno.it ) e non può essere diverso ( www.luigirossiristorante ) per un semplice motivo: quando un utente cerca nel web il sito dell’azienda senza conoscerne esattamente l’indirizzo, digita istintivamente il nome dell’azienda.
La questione è complicata dal fatto che non sempre il nome che vorremmo registrare è disponibile in quanto qualcun altro potrebbe già averlo acquistato ( quanti “ristorante Melograno” ci sono in Italia?). In questi casi ( i più comuni purtroppo) si tende a cercare soluzioni alternative inserendo trattini o underscore (il trattino “basso”) ottenendo spesso domini “diabolici” del tipo www.ristorante-il_melograno-brescia.it . Per capire il significato di “diabolico” fate un semplice esperimento: telefonate ad un amico e comunicategli il nome del dominio: vi renderete subito conto che “trattino” o “trattino basso” rendono l’indirizzo troppo complesso da comunicare a parole dando luogo a infiniti malintesi. Inoltre se il dominio esiste già nella sua forma “corretta” correte il grosso rischio che molti utenti finiscano sul sito concorrente pensando di essere sul vostro.

Un altro grosso problema è la presenza delle estensioni: .it .com .eu ecc. Un dominio dovrebbe sempre essere registrato almeno sulle estensioni principali (.it e .com). Se ad esempio www.ilmelograno.it è disponibile ma www.ilmelograno.com è già stato acquistato da un altro ristorante (non importa se è dall’altra parte del mondo), dobbiamo essere consapevoli che un utente distratto potrebbe finire sul sito del nostro concorrente senza saperlo.
Mi è successo recentemente di un cliente che voleva registrare un dominio disponibile solo sul .it: abbiamo scoperto che allo stesso dominio .com corrispondeva un sito porno giapponese… fortunatamente sono riuscito a convincere il cliente a cambiare strada!

Ma come fare quindi in questi casi? non esiste una formula magica, bisogna cercare soluzioni alternative accettabili evitando i trattini, evitando nomi troppo simili a quelli già esistenti e mantenendo la più stretta vicinanza al nome aziendale. Personalmente ritengo sia meglio un indirizzo lungo ma logico (www.ristoranteilmelograno.it) piuttosto che uno breve ma complicato (www.il-melograno-brescia.it).